Si è spento p. Giuliano Pini

Lo scorso martedì 20 gennaio, presso la chiesa di San Giovanni a Spilamberto, padre Nadir Poletto, generale dei Giuseppini del Murialdo, ha celebrato le esequie del missionario Padre Giuliano Pini, sacerdote giuseppino e missionario, originario di Altolà, venuto a mancare all’età di 77 anni.

Padre Pini è stato una figura molto conosciuta e stimata per il suo impegno a favore dei più poveri e per la sua lunga esperienza missionaria in Africa.

Entrato in seminario con i Padri Giuseppini, dopo i primi incarichi pastorali, nel 1988 fu inviato in missione in Sierra Leone, Paese al quale rimase profondamente legato e dove ha svolto gran parte del suo ministero fino al 2014. Successivamente operò anche in Nigeria. Gli anni trascorsi in Sierra Leone furono segnati anche dalla guerra civile durante la quale subì un breve periodo di sequestro per mano dei ribelli.

Fondamentale per sostenere la sua opera è stato il legame con la comunità di Spilamberto, che dal 1995 lo ha accompagnato attraverso l’associazione “Amici di Padre Pini”, poi divenuta “Missione Sierra Leone”, tuttora attiva. Grazie a questo sostegno, Padre Pini ha potuto avviare scuole e centri di formazione professionale, offrendo istruzione e opportunità di lavoro a migliaia di giovani.

Rientrato in Italia negli ultimi anni per motivi di salute, Padre Giuliano Pini lascia una testimonianza di fede vissuta nella concretezza del servizio e della missione.

Di seguito uno stralcio tratto dell’omelia pronunciata durante la celebrazione funebre.

“I suoi 77 anni di vita di cui 60 anni di vita consacrata e 49 di sacerdozio, il suo servizio alla Chiesa, il suo spirito missionario, già ci fanno capire che la sua vita è stata un dono. Possiamo riassumerla dicendo che padre Giuliano Pini ha vissuto il suo “essere giuseppino” nel servizio a Dio con una fede essenziale, concreta, coerente, affidandosi fino alla fine alla volontà di Dio, anche quando questa si è presentata in modo complesso e sorprendente così come è stata la sua chiamata alla vita missionaria e agli altri, in particolare ai giovani e ai poveri (…)

Padre Giuliano dopo i primi anni di sacerdozio vissuti in Italia ha iniziato la sua “avventura missionaria”, si è innamorato dell’Africa e non l’ha mai più lasciata anche se negli ultimi anni ha dovuto rientrare in Italia per i suoi problemi di salute. Amava l’Africa, voleva bene all’Africa e alla sua vocazione missionaria ed ha anche saputo farla amare a molti amici e benefattori!

In uno dei suoi scritti, padre Giuliano manifesta la sua realizzazione missionaria: -sono arrivato in Africa traboccante di entusiasmo, ho cercato subito di avvicinarmi alla gente e di conoscere la cultura. Ho cominciato a comunicare col crio, la lingua locale e a gustare i loro cibi. Ho condiviso la loro vita il più possibile: le loro gioie e le loro sofferenze, specialmente durante la guerra. Quello che ho visto durante la guerra e subito dopo ha dato una svolta alla mia vita. Da allora sono andato in Italia non più per trascorrere le vacanze ma per chiedere aiuto. E’ da qui che ha avuto sviluppo la parte caritativa del mio servizio.- (..)

Padre Giuliano ha servito il Signore, servendo la gente con tutto se stesso, con la sua umanità, il suo carattere e il suo modo di fare, le sue competenze il suo amore a Cristo, alla missione e all’Africa.”

Raffaella Spaggiari