Un arcobaleno di mille colori 🌈- lettera di Debora dal Madagascar

Giriamo l’angolo di uno dei quartieri nascosti e degradati di Antananarivo, la capitale.
Sono insieme a don Luciano, orionino in Madagascar da più di 20 anni e i ragazzi che hanno partecipato al campo estivo.. Finalmente vedo una strada della città alla fine del quartiere dopo tanto pattume, persone costrette a vivere in baracche circondate da rifiuti e tanta puzza.. Sono in silenzio, come tutti i ragazzi, parlare e sorridere dopo quello che abbiamo visto è difficile anche se ci provo per non stare chiusa nel mio dolore e restare aperta all’altro..
li nell’angolo alla fine del quartiere c’è una bimba acovacciata, non mi colpisce tanto lei, non mi ricordo neanche il viso,  ma la felpa che ha addosso.. bianca, ma ormai marrone dal gran che è sporca, ma piena di arcobaleni..
Facciamo qualche passo e siamo sulla strada della città, abbasso lo sguardo e vedo l’arcobaleno tatuato sulla caviglia di Arianna, una ragazza che sta partecipando al campo; il suo è più carico di colore e non sbiadito.. Sorrido per la coincidenza e mi viene in mente una domanda: quali arcobaleni, quali colori ho visto qui a parte il grigiume di un quartiere lasciato andare? Penso a un gruppo di ragazzi che giocava a biliardino, una signora novantenne affacciata alla finestra che ci saluta, le persone che vanno fiere del lavoro che fanno, con paglia, alluminio riciclato, tanta gente felice di vedere don Luciano e di fare due chiacchiere con lui.. Cambio un po’ lo sguardo, le persone mi hanno detto ancora una volta che hanno voglia di vivere..
Questa scena fa un po’ da sintesi a questi ultimi mesi, dove ho visto tanti posti e tante persone (sia quelle che ho incontrato qui, sia quelle venute dall’italia) ognuna con la sua sfumatura particolare che ha dato colore a questo luogo.. Sono venuti a trovarmi e a condividere con me questa ricchezza anche mia mamma e mio fratello! è stato molto bello averli qui e vederli riuscire a trovare il loro posto nella famiglia e  nella quotidianità di Ampasimanjeva!
Dopo aver salutato i ragazzi e don Luca con cui ho vissuto giorni di scoperte, condivisioni, fatiche e risate; i 7 elettricisti che hanno lavorato tre settimane senza sosta per ampliare l’impianto fotovoltaico in ospedale e infine Emanuele, Maria Teresa e Ludovica Toky che sono partiti per una “vacanza” di circa un mese e mezzo in Italia sono tornata ad Ampasimanjeva!
Dopo venti giorni di assenza è stato bello sentirmi dire da tutti: “Tonga soa”, “Ben arrivata, ben tornata” mi sono sentita attesa, accolta, in famiglia..
Qui le vacanze estive sono finite in questi giorni, si vedono i bimbi partire e tornare con la divisa scolastica e alcuni figli dei dipendenti sono partiti perché studiano lontano. Devono di nuovo dividersi dalla famiglia, fare lunghi viaggi da soli anche se molto giovani.. è molto strano per me ma loro invece sono maestri nell’adattarsi e non lamentarsi! La possibilità di studiare, che non è per tutti, da stimoli positivi..
Carica dei tanti chilometri fatti per strada e nel cuore mi fermo a guardare i bei colori che Ampasimanjeva mi offre sperando di trovare arcobaleni ogni giorno!
A presto,
Debbi