Intessere relazioni – lettera di Maria Grazia dal Madagascar

Dopo sole tre settimane qui ad Ambohimandroso mi ritrovo arricchita, in un certo senso appesantita, di tutte le cose, le persone, i posti che ho visto. Di tutti i volti di bambini che mi hanno sorriso ammiccanti a scuola, di tutte le risate condivise con suore ed insegnanti, di tutte le lezioni di inglese passate a ripetere: “Good morning”.
Dopo sole tre settimane qui ad Ambohimandroso, ho imparato che, mora mora, sono capace di affrontare le difficoltà, che sono capace di fare del bene se dono me stessa agli altri, e di riceverne altrettanto, forse di più.
Dopo solo tre settimane mi è stato più chiaro ciò che è davvero importante, ciò per cui vale la pena lottare nella vita. Sono le persone, spesso sconosciute, gli incontri, spesso fortuiti, e i legami che si creano, spesso inaspettati.
Dopo sole tre settimane qui, mi sono riscoperta sorella di tante persone ad Ambohimandroso: persone che non hanno quasi nulla in comune con me, che vivono dall’altra parte del mondo, hanno un colore di pelle diverso dal mio e parlano una lingua diversissima dalla mia. Eppure, se guardi bene, è probabile che in qualche posto lontano nel mondo ci sia un fratello, almeno uno, che ti aspetta da tanto tempo. E forse, senza saperlo, lo aspettavi anche tu da tanto tempo.
Dopo tre settimane i pezzi di un puzzle che non sembravano avere senso da soli e non sembravano potersi accostare bene l’uno all’altro, si sono pazientemente accostati. Hanno formato un disegno bellissimo, una cosa impensabile fino a quando non la vedi con i tuoi occhi.
Dopo sole tre settimane ad Ambohimandroso, ho capito che anche un solo fratello, con un singolo gesto o un singolo sguardo d’intesa, può stravolgere il tuo mondo, e cambiarti la vita.
Dopo sole tre settimane, mi accorgo che esiste davvero un “filo rosso” che ci collega. Le persone che ho conosciuto qui in Madagascar sono sempre state attaccate ad un’estremita del filo, che finora non vedevo e mi era sconosciuta, ma che aveva solo bisogno del giusto tempo per ricongiungersi alla mia.
Dopo sole tre settimane qui ad Ambohimandroso, mi si spezza il cuore a pensare di lasciare questi volti, prima sconosciuti e ora amici, questi occhi che non mi dicevano niente e ora mi dicono tutto, spesso senza bisogno di troppe parole (sarebbe più difficile capirsi a parole, dopotutto). Ma ho imparato che missione, per me, vuol dire anche questo: soffrire perché ho vissuto con tutto il cuore, e quindi doverne lasciare un pezzo qui, in un villaggio prima sconosciuto, che ora mi è “fratello”.
Pace è… ritrovarsi fratelli, nonostante tutto.

Ecco alcune foto: